Per tre notti non riuscii a dormire. Dovevo prendere una decisione che avrebbe cambiato la vita di alcune persone
In questo articolo Vincenzo Sponsillo racconta uno dei momenti più difficili della sua carriera da Direttore di Ipermercato. Durante una riorganizzazione aziendale, fu chiamato a valutare una revisione degli organici: una decisione necessaria sul piano dei numeri, ma pesantissima sul piano umano. Per tre notti non riuscì a dormire, ripensando ai collaboratori coinvolti, alle loro famiglie, ai loro percorsi e alle conseguenze concrete di ogni scelta. Da quell’esperienza nacque una consapevolezza profonda: la leadership non si misura solo quando bisogna motivare una squadra, ma soprattutto quando bisogna assumersi il peso delle decisioni difficili senza nascondersi dietro un foglio Excel.
Pensava di aver sbagliato mestiere. In realtà stava imparando a guidare le persone
In questo articolo Vincenzo Sponsillo racconta la storia di un giovane capo reparto che, un pomeriggio, entrò nel suo ufficio convinto di aver sbagliato mestiere. Conosceva il reparto, il lavoro, gli ordini e i numeri, ma si sentiva in difficoltà nella gestione delle persone. Vincenzo capì che il problema non era la mancanza di capacità, ma la pressione di dover dimostrare ogni giorno di essere all’altezza del ruolo. Attraverso il confronto, l’ascolto e il tempo, quel giovane responsabile imparò a parlare meno, ascoltare di più e far crescere gli altri. Anni dopo diventò un direttore stimato, riconosciuto soprattutto per una qualità: la capacità di ascoltare.
La riunione peggiore della mia carriera finì con un silenzio
In questo articolo Vincenzo Sponsillo racconta una storia vissuta durante la sua seconda esperienza come Direttore di Ipermercato. Giovane, preparato e desideroso di dimostrare il proprio valore, organizzava riunioni molto dettagliate, analizzando dati, risultati, errori e priorità. Tutti ascoltavano in silenzio e lui interpretava quel silenzio come segno di allineamento. Solo dopo un confronto sincero con un responsabile capì la verità: le persone uscivano dalle riunioni sapendo cosa pensava il direttore, ma lui usciva senza sapere cosa pensassero loro. Da quell’episodio nasce una riflessione sulla differenza tra una squadra disciplinata e una squadra davvero coinvolta.
Il giorno in cui un collaboratore smise di salutarmi e capii che il problema ero io.
In questo articolo Vincenzo Sponsillo racconta un episodio vissuto durante il suo primo incarico da Direttore di Ipermercato. Ogni mattina faceva il giro dei reparti per controllare allestimenti, pulizia, promozioni e organizzazione. Era convinto di fare bene il proprio lavoro, finché un collaboratore smise di salutarlo. Da quel gesto nacque un confronto sincero: le persone, quando lo vedevano arrivare, pensavano solo a quale errore avrebbe notato. Vincenzo capì così che stava dando per scontato tutto ciò che funzionava e vedeva solo ciò che non andava. Da quel giorno iniziò a riconoscere in modo sincero anche il lavoro ben fatto. Il clima cambiò, le persone tornarono a parlare, proporre idee e fidarsi. Una riflessione concreta sulla differenza tra controllo e leadership.



